4 Giugno 2010

Manolo Luppichini torna a Roma

Manolo Luppichini, giornalista freelance e attivista, è tornato a Roma e racconta nuovi ed inquietanti particolari.

Ritorno dalla strage.

Contestata la sottosegretaria agli esteri Stefania Craxi

3 / 6 / 2010

Manolo è tornato.

E’ atterrato nell’area militare dell’aereoporto di Ciampino anticipato dal sottosegretario agli esteri Stefania Craxi, che non ha potuto far altro che scappare di fronte alla frustazione e alla rabbia di coloro che da anni fanno carovane in Palestina, organizzano boicottaggi, animano reti per denunciare l’apartheid e le violenze contro il popolo palestinese da parte del governo di Tel Aviv. Attiviste e attivisti, fratelli e sorelle di Manolo, colpiti direttamente dal massacro consumatosi nelle acque internazionali all’alba del 31 maggio.

Il ritorno di Manolo, e degli altri cinque italiani, è accompagnato dalla sua testimonianza che aggiunge particolari inquitanti alla vicenda della Freedom Flottiglia.

Manolo ha raccolto la testimonianza di una infermiera australiana Jenny Campbell presente sulla Mavi Marmara: 19 morti contati, corpi gettati in mare dalla nave, esecuzioni con un colpo alla nuca e più di 160 feriti gravi. Questo, in parte, conferma le dichiarazioni della delegazione turca che ieri in una conferenza stampa denunciava la scomparsa di diversi attivisti ed attiviste, sostenendo che 25 persone attualmente mancano all’appello.

Manolo è stato sequestrato in acque internazionali su una imbarcazione autorizzata a percorrere quella rotta; è stato portato prima nel carcere israeliano di massima sicurezza di Beer Sheva e poi rinchiuso per 12 ore in una stanza della polizia migratoria israeliana nell’areoporto Ben Gurion.

Ad ogni richiesta di poter telefonare o contattare il consolato, come previsto dal diritto internazionale, l’unica risposta sono state le botte che gli hanno provocato la frattura di una costola.

Nonostante la palese violazione dei diritti umani dei sei italiani non arriva, dal governo italiano e da nessuna Procura, l’apertura di una inchiesta sul sequestro illegale di sei cittadini e sui fatti che li hanno coinvolti nel Mar di Marmara.

Domani a Roma continua la mobilitazione in solidarietà alla Freedom Flottiglia e al popolo di Gaza; l’appuntamento è alle ore 17 a Piazza Esedra.

Mentre nuove testimonianze delineano sempre più i contorni di una strage contro la solidarietà internazionale, che da anni si interpone alla violenza sistematica del governo israeliano contro il popolo palestinese, continuano in tutto il mondo le azioni e le proteste aspettando notizie della Rachel Corrie, l’ultima nave ancora in viaggio verso Gaza.

da GlobalProject.info: Ritorno dalla strage



26 Maggio 2010

Territori PGT e Slow Food

NON COSTRUIRETE UN FUTURO
FATTO SOLO DI ASFALTO E CEMENTO

Il Consiglio Comunale di Abbiategrasso ha approvato il nuovo PGT, confermandosi artefice di pratiche incoscienti e inesorabili che, passo dopo passo, stanno portando Abbiategrasso verso un grave impoverimento paesaggistico ed economico oltre che sociale e culturale.
Sabato 22 Maggio abbiamo aderito e partecipato al funerale indetto da HumusInFabula, corteo funebre che seppelliva definitivamente la lenta lumachina, simbolo di una Città Slow che esiste solo sulla carta e nei proclami gridati.
Da anni insistiamo sulla forte preoccupazione che il territorio che quotidianamente viviamo e attraversiamo rischi una devastazione veloce e irreversibile e che paesaggi, saperi e sapori soccombano, omologati e appiattiti a suon di asfalto, cemento e barbarie.
Il nostro paesaggio perde le sue peculiarità, orizzonti e panorami che scandiscono le nostre vite di agricoltori e cittadini sembrano destinati a cedere il passo a paesaggi tutti uguali, scanditi da centri commerciali e fabbriconi e fabbricati.
Per questo da anni sviluppiamo, insieme a tanti altri, progettualità concrete, percorsi reali che coinvolgono centinaia di agricoltori e vignaioli, migliaia di persone, associazioni,.
Abbiamo sviluppato una distribuzione diretta e partecipata capace di innescare meccanismi basilari per un nuovo modo (qualitativo) di intendere produzione e consumo. Un altro modo di vivere, attraversare e gestire il territorio.
Abbiamo inventato/costruito/facilitato meccanismi di scambio e comunicazione, agevolato lo sviluppo di una rete che sia locale e autosostenuta.
Abbiamo valorizzato micro-esperienze già esistenti tutelandole, supportandole e costruendone altre. Progettualità che coinvolgono contadini, uomini e donne capaci di tenere vivo il territorio e di impedirne la devastazione finale.
Tutto questo è avvenuto e istituzioni locali, provinciali e regionali, i progettifici blasonati hanno fatto finta di non vedere: le loro progettualità sono altre e considerano l’agricoltura e la tutela dei territori solo fascinose “foglie di fico” utili a nascondere speculazioni e business che vanno ad appannaggio di pochi, furbi e svelti (e guarda caso la fatina Expo giunge a trasformare la ranocchietta ecosostenibile in un bel principe azzurro remunerativo, redditizio).
Abbiategrasso, tra Città Slow e cementificazione, lascia ipotizzare due soli scenari: Abbiategrasso estromessa dal circuito Città Slow o quietamente adagiata in questo titolo Slow che non le appartiene più e se addirittura - a detta dei nostri amministratori - si ipotizza la sua elezione a sede nazionale, trascinerebbe con se, in un’aura ipocrita e decadente, l’intero movimento Slow Food.
Alternative non ce ne sono.
O meglio: le alternative ci sono, ma si fa finta di non vederle.

Folletto25603 - La Terra Trema



20 Aprile 2010

Organismi genuinamente mobilitati. Occupata la sede di Agricoltori Federati a Pordenone

La cronaca multimediale dalla mobilitazione NO OGM a Vivaro (PN)

Vivaro è un piccolo paese della provincia di Pordenone, di cui probabilmente non avremmo mai sentito parlare.

A farlo conoscere ci hanno pensato Giorgio Fidenato, presidente di Agricoltori Federati e Leonardo Facco, amministartore delegato del Movimento Libertario che con una provocazione nei giorni scorsi hanno annunciato alla stampa la semina illegale di sementi OGM in un terreno pubblico, la prima in Italia.

Questa mattina quindi in tanti hanno raggiunto Vivaro per protestare ed impedire questa semina, ma come è stato sottolineato negli interventi durante il presidio comunicativo che si è svolto nella piazza del paese, questa non è solo una battaglia contro gli OGM, che significano multinazionali come la Monsanto che nel mondo si spartiscono la proprietà sulla vita.
L’intervento di Luca Tornatore, ricercatore, che si sofferma sul ruolo della Monsanto.

Questo ragionamento sugli OGM interroga un nodo fondamentale: il concetto di bene comune, viene ricordato dal sound system.
L’intervento di Luca Casarini su questo tema.

Gli attivisti durante il presidio hanno consegnato un esposto alla Procura della Repubblica.

A sorpresa in tarda mattinata sul sito del Movimento libertario appare un video registrato il 25 aprile scorso, con tanto di giornali che certificano la data, nel quale Fidenato e Facco, fanno la semina di 6 sementi OGM. Dalle immagini girate non è possibile riconoscere il luogo della semina.
La carovana si dirige allora alla sede degli Agricoltori federati a Pordenone occupandone l’ufficio.

“Vergogna, vigliacci!” gridano i manifestanti durante l’azione. L’attività dell’ufficio è stata bloccata e al suo interno sono state tirate sementi biologiche.

Contestato anche Fidenato che è stato allontanato.

I manifestanti hanno lasciato la sede promettendo di scoprire dove le sementi clandestine e illegali sono state seminate.

da GlobalProject.info: Organismi genuinamente mobilitati. Occupata la sede di Agricoltori Federati a Pordenone | Global Project


2 Aprile 2010

Campagna “resistente”

Il viaggio di Michele Marziani lungo il Fiume Azzurro, tra storie e sapori

Fabrizio Tassi, La Libertà



26 Marzo 2010

ROMA 17/18 Aprile 2010 Genuino Clandestino MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Due giornate di mercati contadini, animazione, musica, informazione e socialità per rivendicare la legalità delle piccole realtà contadine.
Le normative igienico-sanitarie attualmente in vigore impongono a chiunque si occupi della trasformazione di prodotti alimentari, indipendentemente dall’entità della produzione e dal tipo di lavorazione, di dotarsi di laboratori specializzati che rispettino determinati standard di dimensioni e attrezzature. Le leggi che regolano il settore agro alimentare sono pensate per tutelare le grandi aziende agricole e stanno facendo morire tutta la piccola agricoltura locale e di alta qualità favorendo le multinazionali dell’agrobusiness.
Chi aderisce alla campagna “Genuino Clandestino” si oppone a questo sistema di regole e di mercato rivendicando l’accesso al mercato mediante l’autocertificazione dei prodotti e la vendita diretta che rendono trasparenti e visibili le responsabilità del produttore e la qualità delle produzioni. “Tutti insieme difendiamo e diffondiamo i nostri prodotti perché tutti sappiano che sono genuini e affidabili.”

PROGRAMMA

Sabato 17 Aprile 2010

dalle 10 alle 14
La Città dell’Utopia, via Valeriano (S.Paolo)
MERCATO CONTADINO terra/TERRA

Giornata Internazionale indetta da Via Campesina per sostenere le Lotte Contadine contro le trasnazionali che vogliono impossessarsi di sistemi di alimentazione e agricoltura in tutto il mondo

14:30
Partenza della Carovana Genuino Clandestino. Destinazione CSA La Torre, via Bertero, 13

16:30
CSA La Torre, via Bertero, 13
Assemblea Nazionale dei Produttori e dei Consumatori

21:00
Cena sociale

Domenica 18 Aprile 2010

dalle 10 alle 17
CSOA Forte Prenestino, via Federico Delpino (Centocelle)
Laboratori, assemblee, musica, animazione
MERCATO CONTADINO terra/TERRA

Per maggiori informazioni: terraterra.noblogs.org



13 Marzo 2010

Amistà (amicizia)

Domenico con Cascina Sant’Ubaldo
ha accompagnato questo nostro percorso con fiducia,
dall’inizio.
La sensazione forte di affetto, stima,
nello sguardo e sulla pelle.
I reciproci racconti del lavoro, delle fatiche, degli scontri,
delle soddisfazioni e delle gioie.
I percorsi intrapresi, le conquiste piccole, gli stravolgimenti.
Ci siamo salutati qualche settimana fa a Bergamo al Pacì,
con l’augurio di ritrovarci presto tra le sue vigne
e abbiamo alzato i calici fieri.
Invece Domenico Botto è morto pochi giorni fa.
Oggi lo apprendiamo con rammarico.
Ci stringiamo intorno a chi gli è stato caro, a chi lui ha amato,
stringiamo in un abbraccio Claudio, suo amico e nostro.
La Terra Trema alza ancora il calice. Sia Albarossa.